Monday, April 27, 2009

Cosa ti manca?

Uno dopo l’altro in fila indiana,
piedi come mani indaffarate,
è il mio modo di compatirmi.

Ieri mi sono svegliato sobrio e triste,
sotto le coperte d’argilla
di cui sento spesso parlare.

Ancora non è il momento per alzarsi,
non voglio crescere così
come se nulla è mai stato.

Cosa ti manca per sopportare?
Sarebbe inutile dimenticare
ma questo non dice molto di me.

Mi sono svegliato sobrio e triste
con un pensiero fisso in testa:
“nulla va come pensi che dovrebbe andare”.

Bisogna farci l’abitudine?
Non farò un altro passo verso quella direzione,
non è ancora il momento per improvvisare.

Cosa ti manca per sopportare?
Sarebbe inutile dimenticare
per tornare al punto di prima.
Non voglio crescere così
come se nulla è mai stato veramente importante.

Tuesday, April 14, 2009

Sembra cenere

Sembra cenere.
Tutto intorno a me sembra di cenere.

Non è come l’avevo immaginata,
una meravigliosa tragedia.
Spesso la rivelazione delude per la sua semplicità.
Ciò che si distingue è l’orizzonte
come una linea scura
che divide un foglio bianco a metà.
Riconosco il cielo ancora
per le sue pallide nuvole,
prive di coraggio e fantasia,
d’ispirazione, per dipingere di nuovo.
Nessun rumore.
Nessuna corona di luce.
Nessuno a guardare.
Il tempo dell’età viene ignorato
e tutti quanti sono ben nascosti
per celare la loro precoce vecchiaia.
L’immatura ingenuità dell’uomo.
Cosa le hai fatto? Cosa le hai detto?
E nessuna risposta.
Attendo oggi, diversamente dagli altri giorni,
l’alba sulla mia collina bianca,
ripassando con gli occhi
il percorso delle orme lungo il sentiero.
Balla ora e per sempre,
è un suggerimento, un buon consiglio,
perché non abbiamo più nulla da dirci
vivendo con la paura del domani
ma con la consapevolezza del nostro futuro.
Io so cosa accadrà.

Sembra cenere.
Tutto intorno a me sembra di cenere.

Wednesday, April 08, 2009

the evening news says he was confused

Tell me if our country's trying to see you
'cause all the birds are saying goodbye
through the first breeze of the morning.
I'm spinning round
I bought you life
then you don't know now
how could you feel too?
I'm every word that I say.

Saturday, March 21, 2009

Poi, dimenticatemi

Non voglio vivere in un mondo senza amore,
ciò che spacciano per verità per colpa della vanità
è soltanto una mera illusione, un prodotto
che può essere venduto e acquistato
con le stesse monete con cui si comprarono
l’anima del buon salvatore.
È difficile arrivare alla fine del viaggio
senza nulla da offrire, senza una storia da raccontare,
come se tutto quello per cui si combatte
dovesse essere lasciato ai sogni
mentre alle persone e alle loro mani
non resta che l’importanza delle cose,
di una foto sul comodino, di una rosa appassita,
di un cappello bianco.
Sono stanco dei consigli dei signori imbottiti
e delle dame acide e pompose
che tutto sanno tranne ciò che è giusto.
Sono stanco di camminare solo,
trovare e perdere i miei compagni
per un tragitto che sembra infinito.
Vorrei avere qualcosa per me,
da tenere dentro al cuore.
È il tempo ad aiutarti a dimenticare.
Ma non trovo risposta alle mie domande,
non trovo pace al mio dolore,
perché è proprio il tempo a prendermi per mano
per portarmi al di là del giorno e della notte
verso tutti i miei domani.
Come posso dimenticare se sono così stretto a lui?
Come un bambino ai suoi palloncini,
come un cieco al suo cane,
come un dotto alla sua cultura.
E la cultura deve essere sfoggiata oggi
per loro che non hanno appetito,
per le puttane dell’erudizione
che corrono come selvagge
dietro le bambine dei nostri giardini.
E tu te ne sei innamorata, e sei scappata.
Quanti pregi potrà mai avere
Se non quello di luccicare come oro?
Quanti stemmi ti fa lustrare
Per farti sentire importante?
Le mie parole sono solo invidiose
perché non vedono nei suoi occhi
quello che tutte le mattine io vedo nei miei.
Gli eroi piangono, lo dico sempre.
Non voglio che tu ti faccia del male,
amalo con tutto il cuore per non sentirti sprecata
e poi, quando ti sarai tagliata
porterai i tuoi pensieri al mio balcone
dove sentirai solo l’odore della morte.
Ne è passato di tempo, e di cose ne sono successe,
il tuo umore ed il mio sono cambiati,
c’è chi dimentica e continua a vivere
e c’è sempre chi soffre.
Ne è passato di tempo per farti cambiare idea,
su di me, come se fosse destino.
Ora siamo lontani ed io non voglio ricominciare.
Era il momento di dirmi addio, solo per me,
che non ho mai avuto nient’altro che te.
Oggi è morto il mio ultimo sentimento.
Per quello che conta, non sarò comunque da solo.
Aspettate il crepuscolo per dire ciò che avete da dire,
quando la luce si spegne
ed i mostri escono dalle tane.
Poi, dimenticatemi. Non sarò mai un eroe.


Il pensiero del suicidio non mi salva, è sempre il dolore a prevalere. Le lacrime sono sempre più pesanti e l’indifferenza dei santi non porta più alcuna invidia. Non si può rimanere, solo perché si è più stronzi della vita. Io non ci riesco. Ed ora sono indeciso. Spesso quello che si ha da perdere è solo una lunga vita, niente di più che questo. Ed il futuro passa sempre troppo in fretta. Vorrei essere capace di dirvi addio come solo un martire sa fare.

Thursday, March 19, 2009

Del sole

Gli errori insegnano a ricordare.

Ogni volta che il pensiero giunge
la pioggia incomincia a cadere.
Piove infatti
qui come nei miei sogni,
ma questa volta non capisco
se son io il vero responsabile.
Io sono deserto, ormai
nient’altro che questo,
è difficile immaginarmi diverso,
libero dalla luce del sole.
Eppure so con certezza
che non trascina per me
quella carcassa incandescente,
c’è molto di più sopra la sua testa,
un cielo che non lo nota.



È riduttivo e banale
Dire che tutto finisce.

Sunday, March 08, 2009

L'ultima volta che ho guardato l'ora era giorno, l'ultima volta che ho visto il cielo era notte

L’ultima volta che ho guardato l’ora era giorno.
Mi chiedo dove abbia passato il mio tempo,
nella casa della memoria
o da qualche altra parte a ricordare,
che differenza fa?
Una vita lunga,

E’ pur sempre qualcosa, no?

Sono gli altri ormai a parlare
di quello che non va e di quello che penso,
io ascolto ma non riesco a capire
ci sono cose più interessanti fuori
chi me lo sa dire?
Una vita lunga,

Ma non so da cosa ti possa realmente salvare.

Sembra di ripercorrere quella strada
dalla quale puoi sentire il mondo crepitare
come due ingranaggi che fanno attrito
come il suono di un treno in partenza,
le stesse stazioni e le stesse emozioni.
Ogni volta una porta nuova che si apre,
ma puoi solo sognare di scendere
perché la tua fermata è sempre l’ultima
per quanto tu ci abbia provato
la maniera di uscirne fuori
non esiste.
Domani sarà sempre la volta buona.

Per adesso continua a fingere
di avere una vita che non ti appartiene.

A ricordarmelo sono le scritte
E le varie toppe dei miei viaggi sulla valigia.

Vorrei sapere e dire molte cose
Ma tutto ha un certo peso
Il peso delle parole.

So bene come spendere il resto della mia vita,
rinunciando a tutti quei posti che vorrei ancora vedere,

al tuo fianco cercando di farti sorridere
felice come se ci trovassimo di nuovo

nella valle dell’inferno
dove inizia la luce del giorno.

Stringiamoci e piangiamo, ti prego,
come se ci stessimo dicendo addio.


L'ultima volta che ho guardato l'ora era giorno,
l'ultima volta che ho visto il cielo era notte.


sto ascoltando: Kings of Convenience, Homesick
mi sento: come se non mi piacessero le persone.

Friday, February 27, 2009

E' difficile dimenticarsi delle persone

Dì il mio nome.
Potrei ancora girarmi.
Scrivilo su un foglio, sul muro o per terra,
La maggior parte della gente
Non guarda mai avanti quando cammina.
Chiamami e potrei rispondere.
Ma ho molti dubbi
E non credo tu ne abbia più l’intenzione.
Hai mai provato veramente?
Quando sentivo il sapore della paura in bocca
Come un criminale,
Un assassino che tenta invano di uccidere se stesso.
Sono troppo lento per seguire i vostri passi,
Troppo giovane per pensarne di nuovi,
Persino la mia curiosità mi tradisce
E mi lascia indietro.
Quando sa di paura e di nient’altro.
Chi ha ancora del buon senso
Suggerisce le risposte,
Premurosi consigli
Che dovrebbero essere prima di tutto ascoltati,
Non è mai facile accettarli.
E allora si pensa
Una notte e tutto il giorno seguente
Dimenticandosi della propria bocca,
Dello sporco sulle mani
Che non se ne vuole più andare.
Scappano come gatti alla luce del sole
Ma scelgono quale strada prendere.
Da lontano li vedo offuscati
E lentamente sparire.
Non è mai la stessa.
Non è mai la mia.
Quando aveva il sapore di paura.
È stupido lamentarsi.
È un capriccio che nasce dai propri bisogni.
È l’egoismo di un bambino
Che non vuole restare da solo.
Non è mai facile accettarlo.
Ha la faccia più giovane di quello che dimostra
Ma non sa parlare come gli altri,
Sa osservare in silenzio.
È un capriccio ingiusto.
Ma chi vuol condividere la mia sorte?
Ancora scappano lontano come i topi dal pericolo.
La solitudine è una virtù
Per chi non ha sogni nel cassetto.
Ma qualcuno dovrà prima o poi rispondermi,
Alzo gli occhi al cielo
Come sempre, come tutte le volte.
Non sarò uno dei tuoi tanti giullari,
Non giocherò per te con i miei dolori,
Non occuperò il tuo tempo fino alla mia morte.
Resterò chiuso nella mia casa
Ad annoiarti. Non sarò come gli altri, Signore.
In un tripudio di tromboni e lampi
Maledicimi, cacciami, uccidimi,
“chiunque non sia morto giovane merita di morire”.
Ho altro a cui pensare.
Ho delle mani da lavare.
Ho un vuoto da riempire, com’è banale!
Faccio i conti da una vita
Con tutti i santi che ho tirato giù,
Per aver pensato più di una volta
Di essere stufo di respirare.
Ma so bene che un giorno
Mi sveglierò vecchio e amputato
Della mia voglia di restare,
Impotente di poterla realizzare.
Il pensiero è un nemico da cui guardarsi le spalle.
Ipocrita, non sai nemmeno dove andare.
Quando aveva ancora il sapore della paura.
Dov’è il mio cuore?
Nelle mani di chi l’ho lasciato?
Tra le spine di un Cristo emaciato.
Chiedere è ben diverso dall’esigere
Così come aiutare lo è dall’elemosinare.
Pensavo che tutti la pensassero come me,
Non sarebbe stato male,
Pensavo fosse normale.
Ma dicono che così deve e dovrà sempre andare.
È difficile dimenticarsi delle persone
Di come siano fatte,
Del bene e del male.
Tutto mi fa sperare che io abbia torto.
Se guardo di fuori
Non saprei dove riposare gli occhi.
Non è sempre nero.
Questo mi da fastidio.
Amici miei ricordatevi di me,
Non voglio andare via
Senza stringere le vostre mani
Abbracciarvi
E baciarvi sulle fronti.
Dite il mio nome.
Potrei ancora girarmi.

Monday, February 23, 2009

Autunno

Con Quegl’occhi mi fai venire in mente l’Autunno
Ed il trambusto della terra che porta via con se.
Cerca di capire, io non ti guarderò questa volta.

So bene che tra un po’ scenderanno giù, come le foglie
Come una pioggia stanca e sottile
Coprendo il cielo, chi lo noterà?
Sarai bella, più bella di ciò che avremo intorno.

Non ci riesco questa volta.
Abbasserò lo sguardo e tu
Resisterai fino alla fine
Ed imparerai cosa sia un vero addio.
Non voglio vederti, non voglio salutarti.

Eppure dovresti esserci abituata, dovresti saperlo,
conservale per la prossima volta e
non tenere il conto di quante siano state.
non ti sei ancora accorta di come vanno le cose?
Questa è la nostra stagione.
Non badare se qui ho freddo
Il tuo pensiero mi terrà al caldo.
Il tuo pensiero mi terrà al caldo.
Sempre.

Mi stringi. Continui a stringere. Con le tue mani di seta.

Tuesday, February 17, 2009

Ho sotterrato il mio buon senso

Ho sotterrato il mio buon senso
Ma non sono stato il primo.
Scavando sotto l’epidermide della mia terra
Trovai i cadaveri già in decomposizione
Di tutte le idee e le carezze gentili
Che potevano essere riscoperte
Con un semplice gesto o un’intuizione
Un’omissione o un’ammissione.
E adesso sono costretto a vedere
Come questo incendio brucia la nostra aria
Come tutti danno la colpa a tutti
Tante le dita puntate quante sono le teste di cazzo
Di chi cammina sulle punte dei piedi
Per non sporcarsi col sangue dei loro fratelli.
Diamo alle fiamme chi è diverso
Come combustibile di carne umana
Per un motore che non ha più bisogno
Di funzionare ne di essere acceso.
E siamo tutti costretti a vedere ancora
Come non abbia un senso logico
Come sia facile da fuori
Credere in un’adeguata punizione
Quando non ci resta neanche il perdono
Considerato come un mero giudizio
Da cui bisogna guardarsi le spalle.
La buona novella dell’informazione
Trasformata in una delle tante puttane dell’erudizione
Che decide cosa risparmiare e cosa consumare
Per non perdere la faccia in questo gioco di potere.
Giocano e si divertono.
Gli altri muoiono e piangono.
Manovrando le nostre inclinazioni
Danno coraggio e immettono forza
In chi non sa distinguere tra individuo e animale
Credendo sia facile poi ritornare indietro
E gettare nuove basi per la solita cultura della bontà.
Il giorno che questa verrà considerata
Il pregio dell’uomo
Si riconoscerà come sia anche il difetto del mondo.
La bomba esploderà e con lei anche le banche dei semi
Di questa società paternalista e oscurantista.
Gettiamo l’amo e vediamo chi abbocca
Una donna stuprata e un’altra uccisa
Un’altra ancora tenuta in vita per i grandi schermi
E tutti sono costretti a vedere e ad impugnare le armi
Pronti a puntarsele alle tempie
Per non dover soffrire per un sovrano
Che non vuole una corona sul capo
Ma soltanto le ossa di chi rantola senza rancore.
Senza voce.
Inizio a credere che sia Dio ad aver perso la fede.

Tuesday, February 10, 2009

Non aveva ancora l'età

Non aveva ancora l’età
per sognare il mondo
affacciata sulla soglia
la strada nera e poi il buio.

Non aveva ancora l’età
Per pregare il mondo
Capire l’idea che c’è dietro
Ciò che lo fa girare in tondo.

Quanti colori hai perso lungo la via?

E fuori da quelle quattro mura
Qualcuno distribuiva il tempo
Dimenticandosi di lei
Stesa da diciassette anni nello stesso campo.

Ho visto nascere e crescere un uomo
Il domani sospeso arrivare
Mentre i tuoi occhi chiusi rassegnati
Desideravano riprendere a guardare.

Quante domande hai perso lungo la via?

Le stagioni ormai confuse
distinguono solo il freddo dal caldo
Fuori dalla stanza fuori dalla testa
In tutte le piazze sembra esserci una festa.

Ma è il vociare di chi ha soltanto lacrime d’oro
Del sovrano inetto o imperatore bianco
E la sua scimmia in doppio petto
Che mostra ogni giorno all’Italia un suo difetto.

Quante cose hai imparato più di noi lungo la via?

Dovrebbe appartenere solo a te
L’unico giusto lamento
A tuo padre e al suo coraggio
Che trovò la gioia nel suo ultimo pianto.

Accendi ora per noi il sole
Di tutte le nostre albe
Riconquista e conta le stelle
Tu che adesso le hai sulle spalle.

Quante cose dobbiamo ancora imparare lungo la via.














disgusto e indignazione.
per la prima volta vorrei che tutti leggessero queste parole, soprattutto le ultime due.

Wednesday, February 04, 2009

Ed era il sorriso quello che cercavi

Ed era il sorriso quello che cercavi
Così nei deboli e poi nei poveri
Di chi non si accontentava di una sola vita
Ma preferiva ostinato toglierla ad altri
Credendo che questa potesse sfuggirgli dalle dita.

Ricordo solo e non ne sono più tanto sicuro
Quel naso rosso gonfio di allegria
Di un pagliaccio folle dal cuore distratto
Che barattò la luce dell’alba con il tramonto
Lasciando alla sua bocca poche parole ed un lamento.

Tutte le sere dipingevi il tuo volto di bianco
Facendolo per un uomo e più di uno solo
Per una corte alla quale non serviva alcun signore
Un pubblico onesto che tanto rideva
Ma mai venne rapito incantato dal tuo calore.

Ed era il sorriso quello che cercavi
Così nei vecchi e poi nei giovani
Di chi non si accontentava di una sola vita
Ma preferiva incurante toglierla ad altri
Credendo che questa potesse sfuggirgli dalle dita.

Tante le parole che furono sprecate, lacrime versate
Le preghiere di un povero cristiano ignorate
La notte ed una porta che sempre si chiudeva
Con mani intrecciate lui spesso si addormentava
Cercando di dimenticare quel dolore che l’opprimeva.

Ammiro il suo sogno ed il suo grande talento
Un pagliaccio dal cuore grande ed il naso rosso
Ma cieco e meschino per colpa della vanità
Che procura all’animo una finta felicità
Dissolvendo in un baleno ciò che di più caro aveva vicino.

Ed era il sorriso quello che cercavi
Così in tutti e poi negl’altri
Di chi non si accontentava di una sola vita
Ma preferiva pigro toglierla ad altri
Credendo che questa potesse sfuggirgli dalle dita.

Monday, February 02, 2009

Semplicemente non si può chiedere al vento

Semplicemente non si può chiedere al vento
Di strappare e portare via lontano il proprio sorriso.
L’odore, il colore e le forme che ti hanno cresciuto
Resteranno per sempre tali, un po nere un po bianche nel tempo
Come le dune di questo deserto sul quale umilmente soffia lento.

Povero, mi sembra di chiedergli troppo così
Come preghiere che poggiano pesanti sulle sue spalle.
Eppure un tempo egli portava i fiori fra i capelli
E potevi accorgertene dal profumo che lasciava sulle mani,
Non chiudere gli occhi, è solo Inverno, passerà.

Chi ha mai parlato di felicità a questo mondo?
I bambini, i sognatori, i vili e gl’ignoranti.
Gli eroi piangono più di tutti gli altri
Ma si sa che le lacrime portano solo al cuore
Come potresti vivere una vita tanto lunga senza dolore?

L’amore ha degli obblighi, come dici te.
Non so quante imbarazzanti vite abbia sfornato il mondo
Potremmo essere veramente noi una di queste
Ma non si può ne domandare ne criticare
Tanto vale continuare a guardare ma non per sopportare.

E si è sempre tanto uguali quanto diversi
E’ inutile pensare che si possa cambiare.
Io rido, piango, parlo, accuso e mi scuso
E non sto lì a pensarlo, non sto lì a rimproverarmi
Preferirei essere altro ma non voglio peccare di vigliaccheria.

Non me la sento di dirti che un giorno sarà diverso
Io, personalmente non ci credo.
Canto da tempo la disillusione, il disincanto dell’amore
Non ne vado fiero e non ne sono orgoglioso
Ma non riesco a separarmi da ciò che ho imparato da fanciullo.

La speranza è un miracolo di Dio.

Wednesday, January 28, 2009

Se soltanto fosse un gioco

Se soltanto fosse un gioco
La mia faccia non saprebbe nascondertelo.
Ed il sole è alto e forte oggi
E sembra richiamare quei giorni di luce
In cui non avevo occhi con cui giudicare.

Sono infastidito da questa mia tristezza, stanco.
Vivo tutte le mie maschere
Per la paura di un attimo di nostalgia.
Cosa c’è da salvare?
Preferirei sdraiarmi accanto a te, padre
Guardare dove non c’è niente da guardare
E lasciarsi indietro tutte le smorfie del mondo.
Perché non si merita il mio aiuto, chi ne ha bisogno?
Come posso smettere di sognare?
Così strettamente legato a loro
Come un drogato e la sua amante speciale.
Libertà chiedo, ma non si trova.
Non si può essere liberi nemmeno da lei
E tutti i miei ricordi più dolci
Sono ora macchiati di nero,
Sporchi e insipidi,
Non è facile resistere, cambiare.
Non è facile ricordare
Quando si vive nel presente.
Per tutto ciò che non ho amato,
Per tutto ciò che non ho apprezzato,
Non riesco a muovere un solo dito.
Ed io ti amo vita,
Ti amo come se tu fossi mia figlia
Ma questo è un paese per vecchi e nani
Ed io sono stato ingrato con te.
Ma dov’è? Dove si trova la felicità che prometti?
Sembra di vivere in eternità così.
Parlano di lampi, di attimi che consolano.
Non può essere vero ma non può essere che così.
A me non basta e non piace.
Vorrei ingrassare il mio cervello
Con letame e paura
Piuttosto che con la memoria.
Vorrei stendermi al tuo fianco, padre
In silenzio senza dover più aspettare,
dimenticare senza dover ricominciare.
Ecco, ti confesso per la prima volta
Che starei meglio morto.

Monday, January 19, 2009

EROINA

"Conosci quel tale che se ne sta da solo tutto il tempo?
chissà cosa direbbe di lui sua madre?
se soltanto lo vedesse come lo vediamo noi adesso
gioca con i morti il più delle volte
e non parla e non ride e non piange più
oscillare tra l'onnipotenza e la depressione
porta alla pazzia, chissà cosa sa lui della pazzia?
se ne renderà conto? sarà lo stesso felice?
che male ci sarebbe se fosse così?
e scrive e disegna e colora quel quaderno
come se dentro ci fosse tutta la sua vita
vorrei conoscere la sua storia, magari è leggenda...
ma se ciò che ha vissuto sono tutti quanti i suoi ricordi
come possiamo chiamarlo uomo e non bestia?
gioca con i morti, ce ne sono di più al mondo
incontrarli non è difficile da queste parti
persone che hanno vissuto molte vite interrotte
chi si arrende perde la ragione e costruisce la sua fine
la morte potrebbe essere eterna pazzia
come può sentirsi vivo? chi può dirsi realmente vivo?
noi conosciamo bene solo il dolore
anche se la vita offre molto di più
pensa a rendere il tuo braccio più magro
le vene più grandi e visibili
dai tempo al tempo e rivolgiti sempre a lui
spero che il mondo gioisca delle tue lacrime
per averci dato l'opportunità di non essere te
e aver ricevuto in dono tutti i tuoi sogni
...che possa servire veramente a qualcosa!
se non per tutti, tu almeno sai per chi."