Ho sotterrato il mio buon senso
Ma non sono stato il primo.
Scavando sotto l’epidermide della mia terra
Trovai i cadaveri già in decomposizione
Di tutte le idee e le carezze gentili
Che potevano essere riscoperte
Con un semplice gesto o un’intuizione
Un’omissione o un’ammissione.
E adesso sono costretto a vedere
Come questo incendio brucia la nostra aria
Come tutti danno la colpa a tutti
Tante le dita puntate quante sono le teste di cazzo
Di chi cammina sulle punte dei piedi
Per non sporcarsi col sangue dei loro fratelli.
Diamo alle fiamme chi è diverso
Come combustibile di carne umana
Per un motore che non ha più bisogno
Di funzionare ne di essere acceso.
E siamo tutti costretti a vedere ancora
Come non abbia un senso logico
Come sia facile da fuori
Credere in un’adeguata punizione
Quando non ci resta neanche il perdono
Considerato come un mero giudizio
Da cui bisogna guardarsi le spalle.
La buona novella dell’informazione
Trasformata in una delle tante puttane dell’erudizione
Che decide cosa risparmiare e cosa consumare
Per non perdere la faccia in questo gioco di potere.
Giocano e si divertono.
Gli altri muoiono e piangono.
Manovrando le nostre inclinazioni
Danno coraggio e immettono forza
In chi non sa distinguere tra individuo e animale
Credendo sia facile poi ritornare indietro
E gettare nuove basi per la solita cultura della bontà.
Il giorno che questa verrà considerata
Il pregio dell’uomo
Si riconoscerà come sia anche il difetto del mondo.
La bomba esploderà e con lei anche le banche dei semi
Di questa società paternalista e oscurantista.
Gettiamo l’amo e vediamo chi abbocca
Una donna stuprata e un’altra uccisa
Un’altra ancora tenuta in vita per i grandi schermi
E tutti sono costretti a vedere e ad impugnare le armi
Pronti a puntarsele alle tempie
Per non dover soffrire per un sovrano
Che non vuole una corona sul capo
Ma soltanto le ossa di chi rantola senza rancore.
Senza voce.
Inizio a credere che sia Dio ad aver perso la fede.
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