Semplicemente non si può chiedere al vento
Di strappare e portare via lontano il proprio sorriso.
L’odore, il colore e le forme che ti hanno cresciuto
Resteranno per sempre tali, un po nere un po bianche nel tempo
Come le dune di questo deserto sul quale umilmente soffia lento.
Povero, mi sembra di chiedergli troppo così
Come preghiere che poggiano pesanti sulle sue spalle.
Eppure un tempo egli portava i fiori fra i capelli
E potevi accorgertene dal profumo che lasciava sulle mani,
Non chiudere gli occhi, è solo Inverno, passerà.
Chi ha mai parlato di felicità a questo mondo?
I bambini, i sognatori, i vili e gl’ignoranti.
Gli eroi piangono più di tutti gli altri
Ma si sa che le lacrime portano solo al cuore
Come potresti vivere una vita tanto lunga senza dolore?
L’amore ha degli obblighi, come dici te.
Non so quante imbarazzanti vite abbia sfornato il mondo
Potremmo essere veramente noi una di queste
Ma non si può ne domandare ne criticare
Tanto vale continuare a guardare ma non per sopportare.
E si è sempre tanto uguali quanto diversi
E’ inutile pensare che si possa cambiare.
Io rido, piango, parlo, accuso e mi scuso
E non sto lì a pensarlo, non sto lì a rimproverarmi
Preferirei essere altro ma non voglio peccare di vigliaccheria.
Non me la sento di dirti che un giorno sarà diverso
Io, personalmente non ci credo.
Canto da tempo la disillusione, il disincanto dell’amore
Non ne vado fiero e non ne sono orgoglioso
Ma non riesco a separarmi da ciò che ho imparato da fanciullo.
La speranza è un miracolo di Dio.
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